Foto di Andrea Bohl da Pixabay
L'epidemia di sar-cov2 non ha creato problemi di matrice psico-sociale solamente nel mondo dei bipedi; anche i cani hanno subito traumi e stress di varia entità a causa delle limitazioni imposte dai vari decreti, emessi da quando il coronavirus è entrato nelle nostre vite.
Soprattutto i cuccioli, ma non solo, presentano problematiche legate alla mancata socializzazione interspecifica ed intraspecifica e all'ansia da separazione.
L'anno scorso, a partire da febbraio, a causa dell'isolamento forzato la stragrande maggioranza dei cuccioli non ha potuto socializzare con animali e persone (estranee al gruppo familiare) durante il periodo critico della così detta finestra di socializzazione.
In conseguenza di ciò molti cuccioli hanno sviluppato un atteggiamento neofobico (la paura persistente, irrazionale e apparentemente immotivata delle novità, delle cose con cui non abbiamo familiarità) creando caratteri o comportamenti insicuri o aggressivi, ed una territorialità domestica fuori luogo.
Inoltre, quei cani (cuccioli e adulti) che hanno vissuto mesi in casa con la famiglia umana sempre presente a causa dello smart-working, trovatisi improvvisamente da soli nel momemto in cui la famiglia è tornata fisicamente al lavoro, hanno sviluppato patologie legate all'ansia da separazione.
Come porre rimedio ai danni dall'isolamento per covid-19?
Innanzitutto bisognerebbe, sempre e a prescindere, insegnare ai nostri cani a stare da soli. Il cane è un animale sociale e non ama la solitudine, ciò gli crea ansia e stress.
I cuccioli, ma anche gli adulti che si abituano per un periodo alla famiglia umana sempre presente, se lasciati improvvisamente da soli possono sviluppare facilmente ansia e/o comportamenti indesiderati come il comportamento distruttivo nei confronti di cose, l'abbaio o pianto molesto, sino ad una vera e propria forma di angoscia da separazione che proietta il cane in uno stato di sofferenza psichica anche grave.
Per insegnare al nostro cane a stare da solo senza traumi, dovremmo incominciare ad abituarlo, gradualmente, a stare da solo in una stanza, mentre noi siamo presenti in un altro ambiente della casa.
il tutto deve avvenire senza forzature e si è avvantaggiati se il cane conosce il comando 'seduto-resta'. Sto preparando un successivo post che tratterà più specificamente questo argomento.
Per quel che riguarda la socializzazione interspecifica ed intraspecifica (con gli umani e altre specie animali e con i propri simili) dovremmo far venire in casa persone estrenee al nucleo familiare (vicini di casa, amici, fidanzati, parenti,etc...), e portare il cane fuori a conoscere il mondo, facendogli incontrare persone, animali, biciclette, auotoveicoli, passeggini: tutto quello che rappresenterà il suo orizzonte sociale.
In poche parole dobbiamo consentirgli di scoprire il mondo in cui vive.
Anche se molti veterinari sconsigliano di portare all'esterno un cucciolo che non ha fatto il richiamo vaccinale, ciò è nettamente in contrasto con le tappe evolutive dell'animale, che, dovrebbe fare intense esperienze sociali nel così detto periodo finestra, che va (mediamente) dal quindicesimo o diciassettesimo giorno di vita sino ai tre mesi, tre mesi e mezzo.
Con le dovute preucazioni, evitando luoghi malsani come aree cani e zone con presenza di feci animali, possiamo portare fuori il cucciolo per una precoce socializzazione (ad esempio all'interno di un centro commerciale). Se conosciamo dei cani equilibrati, già vaccinati, possiamo metterli a contatto per la socializzazione intraspecifica.
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