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Lo "sporco" elemento vitale indispensabile

cinofilia, Trumler, il cane preso sul serio

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Ho anche ricevuto la visita di una signora dell'ufficio assistenza alla gioventù, cosa abbastanza comprensibile visto che ho sette figli. Quando scoprì che proprio vicino alla stanza dove vivono i ragazzi c'è un recinto per cani arricciò il naso! Se non avessimo avuto la fortuna di conoscere all'Ufficio Sanità una signora che alleva lei stessa dei cani, la visita dell'assistente sociale avrebbe potuto avere serie conseguenze per la nostra famiglia - sempre per via dei bacilli di cui sarebbero portatori i cani. Poiché i bambini sono cresciuti nel frattempo, faccio così: quando una cagna devo partorire, la sistemo in una delle stanze dei ragazzi. Infatti non ho alcuna paura che i cuccioli appena nati si piglino qualche infezione dai miei figli. Posso assicurarlo: nessuno dei miei figli si è ammalato finora. L'attrice Hilde Mikulicz-Radecki mi scrisse un giorno: "Tutte le oche e le anatre che vivono in condizioni normali fanno il bagno regolarmente nei mucchi di letame. I polli di un contadino vicino, abituati a vagare liberamente per la campagna e alloggiati in una stalla normale (quindi non cresciuti in allevamenti speciali), trasferiti dal contadino, che perseguiva l'ambizioso disegno di una produzione su larga scala, in una stalla completamente asettica, deperivano giorno dopo giorno.
Una certa dose di sporco è davvero indispensabile!"
E' vero: i bambini cresciuti in un ambiente completamente asettico sono dei candidati alla morte. Sono fortunati se sopravvivono. I miei figli crescono in mezzo allo "sporco". Anch'io ci sono cresciuto e sono "inguaribilmente" sano. Quando avevo due anni ero accudito da una scrofa in mezzo ai suoi porcellini. Mia madre diceva spesso: "sono cresciuta in un porcile". La scrofa sapeva benissimo cos'era importante per me: mi difendeva contro tutti i parenti che non capivano nulla e che volevano allontanarmi. Quando un cane oggi strappa dalle mani dei miei figli il panino imburrato, essi lo inseguono e gli ristrappano il panino da bocca continuando poi a mangiarlo tranquillamente. A dispetto di quei medici che credono che batteri, cocchi e altri tali germi patogeni rappresentino un "flagello dell'umanità" e che non conoscono le più semplici regole fondamentali della biologia, e cioè che i parassiti colpiscono solo chi ha insufficiente energia vitale. Chi invece è dotato di grande energia vitale, al primo contatto con questi "mostri" sviluppa dei meccanismi di difesa. Meccanismi con azione prolungata, che può durare tutta la vita, come nel mio caso.
Per questo ai miei occhi l'eccessiva civilizzazione rappresenta un focolaio infettivo ben più pericoloso. In pieno secolo XX si dovrebbe averlo capito. A chi non accetta che almeno una volta il nuovo arrivato in famiglia venga leccato delicatamente in viso dal cane, si lasci dire che con le sue idee è meglio non avere né figli né cani.[...]
Naturalmente so anch'io che ci sono malattie nei cani che possono essere trasmesse all'uomo, tra cui dei parassiti difficili da riconoscere in tempo e che possono essere anche mortali. Conosco perfettamente questo pericolo. Mi allarmo quando uno dei bambini mostra un minimo segno di malessere -ottanta cani e sette bambini, vuol dire un rapporto di uno a undici- ottanta cani costantemente in contatto con i ragazzi.
Ho paura perché i signori medici mi stanno davanti con l'indice alzato, e non sono i soli, c'è anche l'Ufficio  Assistenza e l'Ufficio della Sanità. vengo per così dire "messo in allarme" ogni giorno.
Ci dev'essere qualcosa di sbagliato nei miei cani. E anche nei miei figli ci deve essere qualcosa che non funziona. Almeno uno o due dovrebbero essere già morti, se essi seguissero le leggi dell'igiene. Ma non le seguono. Così come non ascoltano neppure noi...Crescono in mezzo ai cani, e questi "sporchi" cani sono i loro migliori amici. Amici come sanno esserlo solo i cani. Poveri quei bambini cui non è concesso di dormire nello stesso letto con un cane!


E. Trumler -il cane preso sul serio, 1975-

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